La bussola nel caffè

Orientamento

Breve descrizione delle finalità e dei contenuti principali

Attività relative all’orientamento scolastico “Una bussola nel caffè”
BISOGNI
Nel periodo estivo che segue la fine delle lezioni, alcune scuole e associazioni incontrano giovani che per diversi motivi necessitano di un’attività di orientamento o riorientamento. I motivi variano a secondo dei ragazzi: giovani stranieri che non conoscono il sistema scolastico italiano e non hanno spesso competenza in lingua italiana sufficienti a comprendere un così complesso e delicato momento di scelta, lo stesso vale per le famiglie di questi ragazzi. Per i giovani italiani spesso tra i casi di “orientamento scolastico estivo” si incontrano situazioni di semi abbandono scolastico e bassissimo interesse e motivazione verso l’esperienza scolastica.
AZIONI
Nell’ambito dell’azione di orientamento del Cpia Napoli città 1 nel progetto triennale “Bella Presenza” viene realizzata, dallo scorso anno, un’azione denominata simbolicamente “Una bussola nel caffè “. Tale attività si è svolta grazie alla cooperazione tra Cpia, IC, Studio Keller, e Dedalus.
Obiettivo di questo intervento è quello di offrire un’opportunità ai giovani e alle loro famiglie di ripensare con maggiore consapevolezza o di valutare ex novo proposte di percorsi scolastici di II grado o nei CPIA. (non abbiamo un sistema di IEFP prima dei 16 anni)
Le azioni per alcuni giovani stranieri sono state coadiuvate da mediatori linguistici.

Motivazioni per cui il progetto/programma è considerato una “buona pratica”

Perché è un servizio molto richiesto dal territorio e dalle agenzie educative. Con questa attività si è costruita una forte rete tra i diversai soggetti coinvolti in questo settore.

Organizzazione / Ente attuatore

Cooperativa Dedalus

Gruppi target

Persone adulte in generale

Fonte di finanziamento

Privato (Fondazioni, sponsorizzazioni, quote di partecipazione)

Stakeholder coinvolti nella realizzazione del progetto/programma

Enti del terzo settore, Istituti Comprensivi, Istituti di II grado

In che modo la pratica contribuisce a migliorare/promuovere l’inclusione sociale dei/delle beneficiari/e?

 Le attività di orientamento si svolgono attraverso colloqui individuali in contesti e situazioni informali, proprio come quando si invita a bere un caffè ad un parente per discutere di qualcosa di importante.
L’ informalità dell’azione crea una maggiore intimità che equivale spesso a mettere in evidenza più competenze e criticità, di conseguenza il lavoro di orientamento ha più possibilità di successo.
Dopo l’esperienza dello scorso anno, per i giovani con maggiore fragilità, è emersa la necessità di farli affiancare durante il percorso di orientamento da un educatore, al fine di consentire una continuità e un sostegno alle scelte compiute.

Quali elementi del progetto/programma potrebbero essere facilmente trasferiti in altri contesti?

La possibilità di prevedere momenti informali di orientamento in luoghi non legati alla scuola.

Altri potenziali gruppi target a cui il progetto/programma potrebbe essere esteso

Minori che non terminano i percorsi di studio.

Il progetto/programma ha previsto una fase di valutazione?

Si.

Se si, quali sono stati i risultati e che azioni sono state intraprese sulla base di questi?

Ancora in fase di svolgimento.

Dati sulla partecipazione

Oltre 350 discenti.

Descrizione delle modalità di implementazione ed eventuali raccomandazioni

Progetto ancora in fase di svolgimento.

Sito web del progetto/programma o altre risorse online di riferimento

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